Smog: da oggi, Lunedì 1° Ottobre, blocco auto diesel euro 3

Stop alla circolazione dei diesel e benzina in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Ma ogni amministrazione ha le sue regole. Ecco i divieti in vigore fino al 31 marzo. 

Sei mesi di limitazioni alla circolazione degli Euro 3 e delle auto a benzina e diesel più vecchie in tutto il Nord Italia. Il 1° ottobre e fino al 31 marzo entrano in vigore le misure anti inquinamento dell’intesa «per la qualità dell’aria nel bacino padano» sottoscritta dal ministero dell’Ambiente e da LombardiaVenetoPiemonte ed Emilia – Romagna. Le vetture coinvolte sono 1,1 milioni. Ma se l’intesa è stata firmata dalle quattro principali amministrazioni regionali, sulle modalità dello stop alla circolazione ognuno decide per sé e per di più margine di scelta è dato anche ai comuni che devono stilare le delibere esecutive. Con il risultato di un patchwork di regole differenti sul territorio. L’armonizzazine delle norme è previsto solo entro il 2020, secondo lo stesso accordo tra le diverse regioni.

 Potete verificare la classe ambientale del vostro veicolo su questo sito.

LOMBARDIA, VENETO E EMILIA: LE REGOLE DEL BLOCCO REGIONE PER REGIONE

In Lombardia è previsto lo stop delle vetture Euro 2 e Euro 3 diesel dalle 7.30 alle 19.30. Nei festivi però si potrà circolare. In Emilia Romagna invece il blocco coinvolge anche gli Euro 4 a diesel dalle 8.30 alle 18.30 e si estende a ogni prima domenica del mese. Risparmiate le auto da Euro 2 a Euro 6 e i car pooling: via libera infatti alle auto con tre o più persone. Stessi orari in Veneto, dove però il blocco riguarda i benzina 0 e 1 i diesel fino agli Euro 3. Il Veneto però abbonda di eccezioni: si va da coloro che hanno un reddito equivalente (Isee) pari o inferiore a 16.700 euro a chi non può andare a lavoro con i mezzi pubblici o chi usa la auto privata per raggiungere una fermata dei mezzi pubblici.

Nell’accordo quadro per ridurre l’inquinamento atmosferico, e in primis di polveri sottili e biossido di azoto, non ci sono solo le norme sul parco auto che impattando su 1,1 milioni di veicoli ma anche quelle sul riscaldamento. Confermate in tutte le regioni le restrizioni già in vigore nel 2017 per i camini più vecchi, e cioè quelli aperti tradizionali , le stufe o caldaie con efficienza energetica inferiore al 75%, ossia quelle meno efficienti, di classe «1 stella».

Il divieto si applica solo per l’uso riscaldamento e nelle abitazioni dotate di sistemi alternativi per riscaldare gli ambienti e nelle aree situate sotto i 300 metri di altitudine. Sono esclusi i Comuni montani per il loro intero territorio. Nonostante siano corse voci contrarie, non c’è nessun divieto di fare barbecue o di accendere i forni per il pane e della pizza. In caso del superamento dei livelli di allerta scattano misure ulteriori tra le quali la limitazione della temperatura delle abitazioni (19 gradi) e dei luoghi che ospitano attività produttive e artigianali (17 gradi) e il divieto di sosta con il motore acceso per tutti i veicoli.

Basterà? Molto probabilmente no e per mancanza di poltiche sostenute dai corposi investimenti necessari. In assenza di interventi strutturali sulle altre fonti di emissione, Caldaie obsolete in primis sostituite da caldaie elettriche, gli sforamenti dei limiti resteranno ancora tanti e il piano anti smog risulterà volenteroso ma inadeguato al bisogno.

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