Riforma Tariffe Luce 2018: La nuova tariffa TD

Dal 1° gennaio 2018 è scomparsa  la tariffa D1,  è stata introdotta un’importante novità nella struttura delle tariffe luce domestiche con l’introduzione della nuova tariffa TD, e che sostitutuisce i precedenti profili tariffari, favorendo apparentemente chi consuma di più.

 L’introduzione della nuova tariffa TD si inserisce nel più ampio contesto della riforma delle tariffe elettriche già avviata in precedenza, con il completo superamento del criterio della progressività che era alla base del nostro sistema tariffario da oltre 40 anni

Per progressività delle tariffe si intende quella particolare caratteristica per cui il prezzo dei consumi di energia elettrica aumenta in maniera più che proporzionale all’aumentare dei consumi stessi. In parole povere, se Tizio consuma il doppio di Caio, paga in bolletta più del doppio rispetto a quest’ultimo.

Fino ad oggi, si era seguito questo criterio perché si riteneva che fosse il sistema più equo a livello sociale. Il problema è che tale sistema aveva avuto origine più di 40 anni fa, all’indomani della grave crisi energetica e petrolifera, in un contesto sociale totalmente diverso da quello attuale.

Il tempo trascorso ha messo a nudo i gravi difetti presentati dal criterio della progressività, poiché si è capito che anziché aiutare le fasce più bisognose, le danneggiava. Consumi più alti, infatti, non era sinonimo di reddito alto, ma tutt’altro.

I consumi alti sono generalmente realizzati da famiglie numerose, per ovvi motivi. Per quale motivo, allora, una famiglia che deve già affrontare numerose spese, deve essere danneggiata da un criterio che le fa pagare il singolo kWh ad un prezzo superiore da quello pagato dal single, che vive da solo e consuma poco?

La riforma elettrica avviata dalle istituzioni e regolamentata dall’Autorità di settore si pone, quindi, proprio questo obiettivo primario: l’eliminazione del criterio di progressività e del cosiddetto meccanismo dei sussidi.

La nuova tariffa TD

La nuova tariffa TD sostituisce la precedente distinzione tra i profili D2 e D3, scompare però la tariffa D1

In particolare, i vecchi profili erano distinti tra loro per il diverso carico di potenza massima del contatore installato, che nella tariffa D2 era limitato a 3 kW, mentre la tariffa D3 riguardava carichi di potenza superiore.

Inoltre, la tariffa D2, era destinata solo a chi avesse la residenza anagrafica nell’immobile presso il quale era installato il contatore.

Entrambi i precedenti profili erano improntati al criterio di progressività. Cioè più consumi pi si alza il prezzo a kWh. Adesso, invece, la nuova tariffa TD supera ogni distinzione e propone una tariffa lineare, in cui i costi crescono di pari passo ai consumi, senza penalizzare le utenze che presentano costi più alti.

Rimane in facoltà degli utenti scegliere la potenza massima del proprio contatore, ma anche a questo proposito ci sono delle importanti novità, perché si potranno scegliere aumenti della potenza massima più contenuti, nell’ordine dei 0,5 kW, in luogo degli attuali 1,5 kW. Ad esempio, chi desidera una potenza massima di poco superiore ai 3 kW, potrà scegliere un profilo da 3,5 kW o anche da 4 kW, e non necessariamente quello da 4,5 kW.

Nota Negativa, è la scomparsa della tariffa D1 che garantiva un costo di 19 centesimi per la materia prima.

Cosa cambia in concreto con la nuova tariffa TD

Abbiamo già detto che la nuova tariffa TD agevola in particolar modo i nuclei familiari numerosi, a scapito di chi consuma poca energia elettrica.

Va però sottolineato che il risparmio conseguito da chi realizza alti consumi è molto più consistente rispetto al piccolo aumento di costi che si troverà ad affrontare chi ha bassi consumi.

Ad esempio, un single che abbia una potenza massima al contatore di 3 kW e consumi 1.500 kWh all’anno, se prima pagava, al netto delle imposte, circa 230 EUR all’anno, ora ne pagherà circa 300, con un aumento di 70 EURO all’anno.

Analogamente, una coppia sposata che, con una potenza massima di 3 kW, consumi 2.700 kWh all’anno, prima pagava 438 EUR, e adesso ne pagherà 457: 19 EURO in più.

Superati i 500 euro l’anno si incomincerà ad andare in controtendenza, quindi a risparmiare.

La riforma delle tariffe elettriche 2017 favorisce anche quanti hanno investito in sistemi di efficienza energetica, e in particolare nelle caldaie elettrichepompe di calore. Questi soggetti, che prima potevano godere della conveniente tariffa D1, usufruiscono già del regime tariffario che entrerà in vigore in maniera generalizzata dal 2017, e che prevede il definitivo superamento, sotto ogni aspetto tariffario, del criterio di progressività.

Le diverse componenti della nuova tariffa TD

Dal punto di vista tecnico, la tariffa TD presenta tre diverse componenti:

  • la prima componente è destinata a coprire i costi connessi all’erogazione dei servizi di trasmissione, di distribuzione e di misura dell’energia elettrica. Per l’anno 2017, il suo valore è pari a 1.896,00 centesimi di euro per punto di prelievo per anno;
  • la seconda componente copre i costi connessi alle infrastrutture relative al servizio di distribuzione. Per l’anno 2017, è pari a 2.148,00 centesimi di euro per kW impegnato per anno;
  • la terza componente va a coprire i costi per le infrastrutture necessarie al servizio di trasmissione e di distribuzione e, per l’anno 2017, è pari a 0,719 centesimi di euro per ogni kWh.
Un futuro 100% Rinnovabile è possibile!