Fotovoltaico: il 60% dei contratti è una truffa

La grande truffa del Fotovoltaico

RDL

Parlare di truffa del fotovoltaico per un azienda che ha fatto della Green Economy il suo core business può sembrare contraddittorio. Eppure le gabole celate dietro a grandi promesse, potrebbero danneggiare e soprattutto rallentare il processo di miglioramento ecologico in atto.

Leggendo attentamente tutto l’articolo scoprirete come non farsi gabbare; come eliminare davvero i costi di energia; e come dare un contributo al miglioramento ambientale.

Alla base di tutto questo, c’è un piano ben preciso e articolato, cioè far produrre più energia possibile agli utenti con i propri impianti, per poi rivendergli la materia/energia prodotta sotto forma di costi di gestione.

Parliamo innanzitutto della truffa più conosciuta.

Nel 2012 un gruppo di cittadini veneti costituisce una class action e porta in tribunale un grande gruppo energetico Italiano. Le motivazioni? A tutti era stato venduto un impianto fotovoltaico con la promessa di eliminare i costi delle bollette elettriche, producendo energia di giorno e immettendola in rete per poi usufruirne al bisogno, con il così detto “Scambio sul posto”.Quello che non era stato detto è che con questo sistema, i costi di gestione e traporto non venivano eliminati. E parliamo di valori equivalenti al 70/75% della bolletta. A conti fatti era chiaro che per ammortizzare i costi dell’impianto non sarebbero stati sufficienti i 6/7 anni prospettati, ma nemmeno 20; e soprattutto con un risparmio economico minimo. Lieto fine per i cittadini però, che vincono la causa con tanto di risarcimento e diffida del Codacons nei confronti della società.

Casi analoghi si sono susseguiti nel corso degli anni, diverse le società ma non le dinamiche.

Quello che viene celato agli utenti, è che senza un sistema di accumulo (batterie), non ci si libera dalle bollette.

Questo però porta ad un ulteriore impegno economico che praticamente raddoppia i costi di impianto che per essere ammortizzato, nonostante gli sgravi fiscali, prolunga l’impegno economico ad almeno 10 anni.

A questo punto se non per ragioni ambientaliste, che senso ha un impianto fotovoltaico? ma per ragioni ambientaliste, vogliamo parlare dello smaltimento delle batterie al piombo e dei pannelli?

Dunque? Partiamo dal punto focale della questione, ridurre o meglio ancora eliminare i costi di energia. Per poterlo fare dobbiamo ridurre i tempi di ammortamento, ed avere un reale risparmio. Come si fa?

I costi energetici maggiori, sostenuti dalle famiglie italiane, sono quelli di riscaldamento seguiti dai costi di energia elettrica. Come faccio allora a ridurre entrambi con una tecnologia accessibile, detraibile e conveniente? Migliorando anche le condizioni ambientali?

Ipotizziamo di riscaldare la nostra casa con una caldaia elettrica, e che questa caldaia non attinga energia dalla rete, ma dal nostro impianto fotovoltaico. Sarebbe possibile? E soprattutto, sarebbe conveniente?

Partiamo dal presupposto che una caldaia elettrica di nuova generazione consuma, in costi, dal 30 al 50% in meno. Consideriamo poi che l’installazione di questo tipo di caldaia usufruisce di sgravi fiscali pari al 65%.

Questo aumenta notevolmente il nostro budget disponibile, riducendo in modo considerevole i tempi di ammortamento dei costi di installazione.

Ma rimangono i costi di alimentazione! Seppur ridotti del 30, 50% rimangono.

Come li elimino allora?

Facciamo un passo indietro. Abbiamo visto che installare un impianto fotovoltaico non è conveniente per motivi di Budget. Questo se pago circa 600 euro l’anno.

Se il mio budget con i costi di riscaldamento aumenta, a questo punto i tempi di rientro diminuiscono.

Facciamo un esempio pratico: se spendo 600 euro l’anno in energia elettrica, consumo presumibilmente tra i 2,5 e 3 kWh di corrente. Per soddisfare questo fabbisogno energetico dovrò installare un impianto di almeno 3 kWp, ad un costo approssimativo di 2.000 euro a kW, per un costo totale di impianto di circa 6.000 euro. Se a questo abbiniamo un sistema di accumulo per non pagare più bollette, il nostro impianto raddoppia quasi di costo, arrivando a circa 12.000 euro. Con gli sgravi fiscali del 50%, ammortizzo il tutto in 10 anni.

Una caldaia elettrica per uso domestico di adeguata potenza può avere un costo approssimativo di 10.000 euro, che con gli sgravi fiscali del 65% mi viene a costare circa 3.500 euro.

Il totale spese eliminate però a questo punto sale a circa 2.500, 3.000 euro l’anno. Il che mi permette di ammortizzare il tutto in un arco di tempo molto inferiore, presumibilmente di 5 anni.

Questo vuol dire che fra 4/5 anni avrò a disposizione 2.500, 3.000 euro in più all’anno per la mia famiglia, a discapito delle compagnie energetiche e petrolifere che non potranno più impormi di acquistare i loro prodotti.

Se calcoliamo poi che le emissioni di gas serra prodotte da energia elettrica e riscaldamento influiscono per il 70% sull’inquinamento totale, le nostre città diventerebbero più respirabili

 

 

 

Parlare di truffa a questo punto è lecito, anche se il fotovoltaico è la miglior fonte energetica disponibile ed ecosostenibile. In un ora il sole produce abbastanza energia, per soddisfare l’intero fabbisogno energetico della terra di un anno!

Solo che a qualcuno non conviene…

 

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