Inquinamento letale

Il nuovo report dell’EEA sembra un ecatombe. Scorrendo la relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente sull’inquinamento atmosferico è sempre più lampante l’umana follia.

Scorrendo la relazione dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA), le morti premature causate da una pessima qualità dell’aria sono tutt’altro che accettabili. È insostenibile che pur avendo questi dati, e conoscendone le ragioni si continui lungo questa strada, facendo piccolissimi passi in avanti. Il dossier, del 2017, raccoglie i dati ufficiali di oltre 2.500 stazioni di monitoraggio dislocate in tutta Europa.

La relazione fa il punto anche sull’agricoltura, settore che assorbe, suo malgrado, agenti inquinanti e li riversa direttamente  sulla salute umana. In oltre gli alti livelli di ozono a livello del suolo, danneggiano la resa e la salubrità di colture e foreste danneggiando di conseguenza anche la salute di persone e animali.

Il 30% della popolazione urbana dell’Unione Europea è stato esposto a livelli di O3 superiori ai limiti nel 2017. Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente, soltanto questo fattore ha causato la morte prematura di 14.400 persone in 41 paesi europei nel 2014.

La colpa come tutti sappiamo non è solo delle autovetture, è soprattutto dei milioni di impianti di riscaldamento obsoleti.

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Inquinamento letale

La qualità dell’aria in Europa sta lentamente migliorando, ma le concentrazioni di inquinamento rimangono importanti. I Killer principali sono: particolato (PM), biossido di azoto (NO2) e ozono a livello del suolo (O3). Le alte concentrazioni di PM2,5 sarebbero responsabili di circa 428 mila decessi prematuri in 41 paesi europei, di cui circa 399 mila nell’Unione Europea.

Il 70% della popolazione urbana nell’Unione è stato esposto a livelli di PM2,5 superiori ai limiti annuali comunitari, un dato che sale al 90% se si considera invece il biossido d’azoto, responsabile di 78 mila decessi in 41 paesi europei.

Le conseguenze hanno anche notevoli impatti economici, in costi sanitari, riduzione della produttività dei lavoratori.

Secondo l’EEA, è necessario ridurre l’impoverimento dei suoli causato dagli inquinanti, ai quali dobbiamo aggiungere l’impatto determinante dell’ammoniaca proveniente dagli allevamenti. Oggi almeno il 7% degli ecosistemi europei è a rischio acidificazione.

 

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