Fotovoltaico: i miracoli del cosiddetto “frutto di Dio”

08 Marzo 2018, Momo

Un’innovazione in fase di crescita per il fotovoltaico organico indiano

Dalle melanzane dell’Agrosol ai mirtilli del progetto Choose nel Lazio, fino ad arrivare all’agrume di Messina con il CNR: tutte grandi idee innovative volte a migliorare le prestazioni delle celle solari dyesensitized (Gratzel), utilizzando semplicemente i pigmenti vegetali presenti in natura con lo scopo di incrementare il progresso verso il fotovoltaico organico, che dagli inizi del 2000 interessa particolarmente la ricerca solare italiana.

Il Bio Fotovoltaico è in fermento insomma, e le innovazioni sulla strada delle Emissionizero, non mancano.

Fotovoltaico: i miracoli del cosiddetto “frutto di Dio”

A questa innovativa e utile ricerca si è unita inoltre quella indiana, con la scoperta da parte dell’Istituto di Tecnologia (IIT) Roorkee del cosiddetto “frutto di Dio” (Syzygium cumini) diffuso in Asia meridionale, ovvero bacche commestibili e simili ai mirtilli ricche di antocianine, un particolare pigmento capace di assorbire la luce solare, divenuto punto di forza del fotovoltaico organico a coloranti vegetali prettamente biologico.

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Il particolare frutto presenta la medesima struttura delle celle di Gratzel: un fotoanodo rivestito da biossido di titanio a costituirne ogni unità, uno strato di molecole di colorante rigenerate da un elettrolita ed infine, un catodo. Il vantaggio che si può trarre da questo “frutto divino” e che ha acceso il genio dei ricercatori indiani, è dato principalmente dalla facilità con cui esso si può vendere a buon mercato senza costi eccessivi, facilitandone la diffusione, l’utilizzo e la ricerca stessa in un paese dove uno dei principali obbiettivi è proprio quello di sviluppare e crescere sul fattore energetico ed economico.

L’unica pecca ancora da migliorare di questo Syzygium cumini è tuttavia l’efficienza. Il frutto infatti non è in grado di sopravvivere troppo a lungo e possiede una percentuale di conversione di luce-elettricità non superiore al 10/12%, motivo per cui la resa totale non va oltre lo 0,5%. Tutto ciò naturalmente non ha fermato i ricercatori dell’IIT, che tuttora s’impegnano nell’approfondire i vari vantaggi dati dai coloranti vegetali del fatidico frutto asiatico.

Un futuro 100% Rinnovabile è possibile!

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2 Comments
  1. Dominic
    Mar, 14, 2019

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