Guida all’acquisto di un impianto Fotovoltaico

RDL

Calcolare la giusta taglia per un impianto fotovoltaico non è molto complesso ma un errore di calcolo, in eccesso o in difetto, si tradurrebbe in danno economico. Per questo consigliamo l’assistenza di un professionista, possibilmente onesto…

I parametri da valutare sono molteplici, ed 1 KW in più o in meno, significa spendere di più. In entrambi i casi.
Se monto un impianto sovradimensionato posso spendere dai 2 ai 4 mila euro in più, inutilmente. Arricchendo soltanto il venditore disonesto che mi ha mal consigliato.
Se monto un impianto sottodimensionato, continuerò ad acquistare energia, vanificando la spesa del mio impianto.
Nel calcolo della “Giusta Taglia” devo tenere conto di molteplici fattori:

  1. I Consumi Medi
  2. La produzione territoriale
  3. L’irraggiamento solare stagionale
  4. L’uso, ripartito in AUTOCONSUMO o scambio sul posto
  5. Il mio Budget

Andiamo ad analizzare punto per punto i fatturi determinanti per calcolare la giusta taglia

1. Consumi medi

I Consumi medi annui di Energia Elettrica per famiglia vanno dai 2.500 ai 3.000 kw/anno
Ad un COSTO REALE di circa 30 centesimi per kW (Ottenere il costo reale è semplice, basta dividere il costo totale della bolletta per i kW consumati).
Il “CONSUMO ANNUO” è riportato su ogni bolletta di qualunque gestore. Vi è di fatto una voce dedicata.

IMPORTANTE: se ho un contatore da 4 o 6kW “NON DEVO” per forza installare un impianto da 4 o 6 kW. Il fattore da considerare è il  consumo reale.

2. La produzione territoriale

La produzione di energia elettrica viene calcolata in kWp (Kilowatt picco) e cambia di zona in zona in base all’irraggiamento solare.

Ogni kW di impianto installato produrrà in un anno kWp (Kilowatt picco).

Ad esempio la quota produzione kWp in Lombardia è di circa 1.150 kw/anno mentre in Sicilia è di circa 1.450 kWp.

Di conseguenza in Lombardia servirà una superfice maggiore di pannelli solari rispetto alla Sicilia per produrre la stessa energia.

Il calcolo determinante la taglia del mio impianto è molto semplice. Basta dividere il mio consumo annuo per la quota kWp della mia area geografica.

Es: se il mio consumo annuo è di 3.000 kWh e vivo in Lombardia, dove la produzione kWp è di 1.150 sarà sufficiente dividere 3.000 per 1.150, con un risultato di 2.600 kW minimi di impianto.

3. Irraggiamento solare stagionale

L’irraggiamento solare stagionale è un fattore determinante per calcolare la giusta taglia del mio impianto.

La differenza di produzione da Luglio a Gennaio varia di oltre il 40%. Questo è determinante per calcolare la giusta taglia, poiché nel periodo di maggior consumo di energia (dicembre Gennaio), ho anche il minor irraggiamento solare, quindi dovrò tenere conto, in base alla mia posizione territoriale, che l’impianto dovrà produrre il 40-50% in più

4. Autoconsumo o scambio sul posto

Per gli addetti ai lavori la scelta non è difficile, ma chi si avventura solo ora nel mondo del fotovoltaico, può sentire più campane e quindi esserne frastornato.

Per questo fattore abbiamo deciso di creare una sezione dedicata, ma il nostro consiglio è quello di affidarsi ad un professionista preparto, una scelta sbagliata potrebbe vanificare i benefici dell’installazione di un impianto fotovoltaico.

Per saperne di più clicca qui.

4. Budget

Quanto pensiamo di investire o spendere per installare il nostro impianto fotovoltaico?

Il nostro consiglio e quello di non superare i costi di energia che sosteniamo attualmente.

Importante è capire se vogliamo eliminare solo i costi di energia elettrica, o anche quelli di riscaldamento; Ovvero:

Se voglio eliminare solo i costi di energia elettrica, devo considerare di spendere la stessa cifra che pago oggi in energia elettrica, spalmata in 7/8 anni di rientro

Se voglio eliminare anche i costi di riscaldamento, avrò a disposizione un budget maggiore, potrò quindi considerare di rientrare più velocemente del mio investimento.

Non solo, quando sarò rientrato del mio investimento, quello che oggi spendo in energia potrò spenderlo come mi pare. Quindi più costi elimino oggi, più liquidità avrò domani.

Per approfondire clicca qui.

5. Detrazioni

Come ultimo fattore, non meno importante, devo considerare gli sgravi fiscali e le detrazioni.

Questi dovrò sommarli al nostro Budget, andando ad ottimizzare i costi di impianto e i tempi di rientro.

Attualmente sgravi e detrazioni per l’installazione di un impianto Fotovoltaico, sono pari al 50% dell’investimento.

Mentre per i lavori di efficientamento (pompa di calore; finestre isolanti, ecc..), sono del 65%

Per approfondire clicca qui.

Autoconsumo o scambio sul posto

Facciamo un po’ di chiarezza.
L’AUTOCONSUMO, è la quota di energia che produco è consumo immediatamente con elettrodomestici vari (lavatrice, TV, Frigorifero, ecc..).
Questa quota può variare molto in base alle abitudini e allo stile di vita delle famiglie.

In base a stime approssimative può variare da un 15% ad un massimo del 40% della nostra produzione.
Basso? Si! Perché di fatto quando il nostro impianto è al lavoro, lo siamo anche noi. Il surplus non va buttato naturalmente. Il nostro impianto lo immette direttamente sulla rete, incominciando il circuito dello scambio sul posto.
LO SCAMBIO SL POSTO
Incomincia appunto quando iniziamo a produrre più energia di quella che consumiamo.
È lo scambio appunto di energia prodotta durante il giorno con energia consumata durante la sera, che preleviamo dalla rete.
Fin qui tutto chiaro. Ma i costi?
Come abbiamo visto la quantità di autoconsumo può variare dal 15 al 40%, il che significa che possiamo prelevare dalla rete da un minimo del 60% fino all’ 85% del nostro fabbisogno, e non è gratis..
Per capire questo concetto dobbiamo prendere in mano nuovamente la nostra bolletta, alla voce “spese trasporto e gestione” alla quale dobbiamo aggiungere anche la “Spesa per Oneri”.. come possiamo vedere sommando questi due costi le spese di gestione superano i costi dell’energia.

Quando ci vendono l’energia, sentiamo parlare di cifre che vanno dai 15 ai 20 centesimi a kW, ma nessuno ci parla mai dei costi di gestione.
È come se il benzinaio esponesse il costo della benzina senza tasse!
Ottenere il “dato reale” relativo al costo dell’energia è molto semplice, basta dividere il totale kW del bimestre per il totale bolletta, ottenendo cifre che vanno dai 30 ai 34 centesimi pe kWh.

Questo ci serve a capire quanto pagheremo la nostra energia in termini di gestione, quando andremo a prelevarla per il consumo.
Tali costi possono vanificare l’installazione di un impianto fotovoltaico, facendoci produrre energia che sfrutterà il gestore.
Per concludere dobbiamo tenere presente anche che un impianto sovradimensionato produrrà più energia di quanta ne consumeremo, energia che rivenduta alla rete produrrà un reddito minimo e tassato, che non ripagherà mai i costi di impianto.

 

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