Fotovoltaico: il 60% dei contratti è una truffa

Fotovoltaico: il 60% dei contratti è una truffa

22 Gennaio 2018, Raffaele De Luca

Secondo Federcontribuenti il 60% dei contratti nel settore Fotovoltaico è una truffa

Parlare di truffa nel fotovoltaico per un azienda che ha fatto della Green Economy il suo core business può sembrare contraddittorio, ma è lecito e con cognizione di causa. Le gabole celate dietro a grandi promesse, potrebbero danneggiare e soprattutto rallentare il processo di miglioramento ecologico in atto. Leggendo attentamente tutto l’articolo scoprirete come non farsi truffare; come eliminare davvero i costi di energia; e come dare un contributo al miglioramento ambientale.

In Italia abbiamo circa 450 mila impianti fotovoltaici domestici o aziendali di cui il 60% è inefficiente e frutto di una truffa bella e buona. Federcontribuenti fa luce sull’affare fotovoltaico tra costi nascosti e fregature contrattuali.

Alla base di tutto questo, c’è un piano ben preciso e articolato, cioè far produrre più energia possibile agli utenti con i propri impianti, per poi rivendergli la materia/energia prodotta sotto forma di costi di gestione.

La truffa più conosciuta.

Nel 2012 un gruppo di cittadini veneti costituisce una class action e porta in tribunale un grande gruppo energetico Italiano. Le motivazioni? A tutti era stato venduto un impianto fotovoltaico con la promessa di eliminare i costi delle bollette elettriche, producendo energia di giorno e immettendola in rete per poi usufruirne al bisogno, con il così detto “Scambio sul posto”. Quello che non era stato detto è che con questo sistema, i costi di gestione e trasporto non venivano eliminati. Parliamo di valori equivalenti al 70/75% della bolletta. A conti fatti era chiaro che per ammortizzare i costi dell’impianto non sarebbero stati sufficienti i 6/7 anni prospettati, ma nemmeno 20; e soprattutto con un risparmio economico minimo. Lieto fine per i cittadini però, che vincono la causa con tanto di risarcimento e diffida del Codacons nei confronti della grande società.

Casi analoghi si sono susseguiti nel corso degli anni, diverse le società ma non le dinamiche.

Quello che viene celato agli utenti, è che senza un sistema di accumulo (batterie), non si riducono le bollette, e senza un buon autoconsumo non si ottimizza la produzione.

Ridurre o addirittura eliminare i costi di energia. È possibile?

Fotovoltaico: il 60% dei contratti è una truffa
Fotovoltaico: il 60% dei contratti è una truffa

Eliminare la bolletta elettrica, no! Per lo meno, non è consigliabile o da consigliare. Per un qualunque motivo legato ad un guasto o un calo di produzione, potremmo restare senza energia elettrica. Nel caso in cui, la casa fosse scaldata da una caldaia elettrica resteremmo anche al freddo. Finchè il numero di impianti e la burocrazia non permetteranno di creare isole Fotovoltaiche di privati che possono scambiarsi  energia tra di loro, staccarsi dalla rete non è consigliabile.

Quindi dalla bolletta è possibile eliminare i costi di energia elettrica (materia energia), i costi di trasporto ma i costi di gestione resterebbero (10% circa). Comunque pagare un 80/90% in meno è un inizio.

Eliminare Gas, metano e gasolio è possibile. I costi energetici maggiori, sostenuti dalle famiglie italiane, sono quelli di riscaldamento (quanto spendiamo in energia?) seguiti dai costi di energia elettrica. Come faccio allora a ridurre entrambi con una tecnologia accessibile, detraibile e conveniente?

Ipotizziamo di riscaldare la nostra casa con una caldaia elettrica, e che questa caldaia non attinga energia dalla rete, ma dal nostro impianto fotovoltaico, quello che si chiama un impianto ideale. Sarebbe possibile? E soprattutto, sarebbe conveniente?

Partiamo dal presupposto che una caldaia elettrica di nuova generazione consuma, in costi, dal 30 al 50% in meno. Consideriamo poi che l’installazione di questo tipo di caldaia usufruisce di sgravi fiscali pari al 65%.

Questo aumenta notevolmente il nostro budget disponibile, riducendo in modo considerevole i tempi di ammortamento dei costi di installazione.

Ma rimangono i costi di alimentazione! Facciamo un passo indietro. Abbiamo visto che installare un impianto fotovoltaico non è conveniente se non accumulo e non consumo (autoconsumo), ma se consumo tutta l’energia che produco senza costi di trasporto?

Facciamo un esempio pratico: ipotizziamo di spendere 600 euro l’anno in energia elettrica e 1.200 euro di riscaldamento. In questo caso consumo presumibilmente tra i 2,5 e 3 kWh di corrente. Per soddisfare questo fabbisogno energetico dovrò installare un impianto di almeno 3 kWp, ad un costo approssimativo di 2.000 euro a kW, per un costo totale di impianto di circa 6.000 euro. Se a questo abbiniamo un sistema di accumulo, il nostro impianto raddoppia quasi di costo, arrivando a circa 12.000 euro. Con gli sgravi fiscali del 50% spalmati in 10 anni, il costo finale sarà di circa 6.000 euro.

Una caldaia elettrica per uso domestico di adeguata potenza per questi consumi può avere un costo approssimativo di 10.000 euro, che con gli sgravi fiscali del 65% mi viene a costare circa 3.500 euro.

Il costo totale di un impianto del genere sarà quindi di 9.500/10.000 Euro

Se calcolo che nei prossimi 10 anni spenderò approssimativamente 18/20.000 Euro in energia, quanto risparmierò? A questo punto posso dire che ridurre o addirittura eliminare i costi di energia è possibile?

Parlare di truffa nel settore fotovoltaico è lecito se viene proposto con finalità truffaldine, ma la l’energia solare è la miglior fonte energetica disponibile ed eco sostenibile. In un ora il sole produce abbastanza energia, per soddisfare l’intero fabbisogno energetico della terra di un anno! Dobbiamo solo imparare ad usarla.

Un futuro 100% Rinnovabile è possibile!

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